La qualità nel tempo… paga!


Qualità Articolo:

La Qualità di vita prima o poi si paga sempre!

Oggi Micro-Lezione breve e concisa perchè il tema è la qualità della vita ma vista dalla prospettiva del tempo… e quindi non voglio farti perdere troppo tempo :-) che “il tempo è denaro!”

Come vedi dal titolo parliamo di “qualità” ma anche di “soldi”, cioè di quanto ci appaga avere una buona qualità di vita e di quanto si paga non averla!

Hai letto bene l’ultima frase?

<< quanto ci appaga avere una buona qualità >> e << quanto si paga non averla >>

Si perchè: nella vita la qualità prima o poi la si paga!!

O paghi per avere la qualità o paghi per non averla avuta!!! Interessante prospettiva vero?

Ho promesso una lezione breve ma veramente le cose da dire sarebbero tantissime e mi sa che spezzerò l’argomento in più lezioni… ma comunque oggi mettiamo a fuoco la cosa: vivere bene, avere una buona qualità di vita ed essere dunque felici, ha un costo! Sei d’accordo?

Non tutto nella vita è in vendita e si paga… per carità, ma tante cose che ci migliorano la vita hanno un costo e quindi inevitabilmente il tema del denaro e della felicità si intrecciano di continuo.

Poiché tutti siamo alla ricerca della felicità, prima o poi ci troviamo a dover decidere se spendere di più o di meno, se investire nelle cose che facciamo o tendere al risparmio. Purtroppo non si può decidere una volta per tutte se risparmiare sempre o spendere sempre… sarebbe sbagliato in entrambe i casi.

In realtà noi capiamo bene la dinamica tra costo e felicità se la guardiamo in una prospettiva temporale più ampia, cioè non nella singola occasione di un pomeriggio, ma piuttosto nell’arco di un anno o addirittura di una decade!!

Una abilità fondamentale delle persone che si dichiarano felici, è quella di saper posticipare una gratificazione immediata per una soddisfazione maggiore ma distanziata nel tempo. Ecco qualche esempio banale:

- preferisco rinunciare a comprare un computer scadente oggi per acquistarne uno migliore dopo qualche mese di risparmio.
- preferisco rinunciare a una relazione sentimentale problematica e stare da solo per dei mesi ma cercare con calma la persona adatta a me ed essere più felice.
- preferisco sacrificarmi per dei mesi e fare un doppio lavoro, piuttosto che licenziarmi subito da quello che non mi piace o tenere solo il lavoro attuale ma lamentarmi sempre.

Insomma se ragioniamo e viviamo alla giornata non capiamo che la qualità di vita spesso non si ottiene con un singolo gesto e non è la banale questione del “chi più spende meno spende”. Per avere una buna qualità di vita bisogna ragionare con una prospettiva di medio o lungo periodo e capire che ciò che magari oggi ci sembra un costo, nel tempo sarà un risparmio e un guadagno!

Al contrario quello che nel breve periodo sembra un guadagno… nel lungo periodo può rivelarsi un costo!

Ecco perchè dicevo che la qualità, prima o poi, si paga sempre:
- in un caso prima paghi ma poi hai una qualità di vita migliore…
- in un caso nell’immediato non paghi, ma poi “la paghi” perchè ti ritrovi con una vita di pessima qualità…

Insomma qui tutti vogliamo essere più felici e vivere una vita di “Prima Classe” ma per farlo dobbiamo imparare bene tante “cosette” tra cui il rapporto tra benessere e denaro e anche a gestire la nostra prospettiva temporale, ovvero pianificare (almeno un po’) le nostre scelte nel tempo.

Solamente ragionando in prospettiva e con lungimiranza possiamo valutare bene se e quanto spendere, se pagare prima o pagare poi… sapendo che la qualità di vita non ha prezzo… perchè vivere male e non essere felici è il “prezzo” più alto che rischiamo di pagare!

Per concludere, sottolineo che in questa Micro-Lezione ho usato il temine “pagare” sia in senso prettamente economico che in senso più ampio e riferendomi cioè ad un “prezzo emotivo” che si paga in termini di rinuncia, sacrificio, fatica, ecc.. Solo così capiamo che la Qualità di vita ha sempre un “costo” e che prima o poi la si paga!!

E tu? Sai pagare il “prezzo” di qualche rinuncia per poi concederti qualcosa di Prima Classe? Oppure tendi a vivere alla giornata ma inevitabilmente ti ritrovi con una qualità di vita più “scadente” e i soldi non bastano mai per fare quello che vorresti fare?

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Ci sono 4 Commenti a “La qualità nel tempo… paga!”

  1. Ciao Sebastiano,

    questa tua microlezione mi cade a “fagiolo che più a fagiolo non si può” dato che per rispettare la tempistica di lavoro questo pomeriggio – sì, proprio il pomeriggio di cui parli tu! – lavoro alacremente. Oggi è sabato, siamo a febbraio e c’è un sole meraviglioso. La giornata ideale per andare a sciare.
    Ma il lavoro mi chiama e a me il mio lavoro piace anche parecchio – oggi in particolare sto scrivendo – ed è un lavoro che, per continuare a fare con successo e soddisfazione dei clienti, devo… continuare a fare.

    Grazie per l’iniezione di motivazione. Complimenti per la chiarezza e per il bel sito, la bella grafica chiara anche lei e l’idea delle microlezioni.

  2. Ciao Ilaria
    molto lieto di averti dato un po’ di motivazione “gratis” :-) ma devo dire che il tuo commento mi ripaga abbondantemente!!

    In effetti tu sottolinei un aspetto chiave in tutto questo discorso che non è poi così semplice nonostante i miei sforzi di renderlo chiaro. L’aspetto chiave è la passione che mettiamo in quello che facciamo, il ritenerlo qualcosa che piace a noi e che da soddisfazione ai clienti.

    Quando c’è un discorso “complesso” (sia perchè complicato sia perchè ampio) non è mai facile dire che c’è un solo “Fattore chiave” perchè sono sempre tante le variabili in gioco… ma nel discorso sulla Felicità il fatto di dare importanza a quello che facciamo fa quasi tutta la differenza!
    Quello che noi stessi riteniamo importante non diventa meno faticoso o meno “costoso” ma siamo noi a diventare più forti e più “ricchi”!!
    Se siamo impegnati in un lavoro che amiamo ci costa di meno e veniamo pagati di più… se facciamo un lavoro senza passione ci costa di più e veniamo pagati di meno!!

    Pazzesco vero? In un caso tutti i vantaggi nell’altro tutti gli svantaggi… eppure la maggior parte delle persone vive male e senza troppa felicità facendo un lavoro che non ama e per il quale non è ben pagata. Pazzesco ma è così!

    Una minoranza di persone che hanno saputo “pagare il prezzo” di una ricerca del lavoro ideale per loro e hanno saputo rinunciare a qualcosa nel breve per avere di più nel lungo periodo, si ritrova a fare una lavoro che ama e che non gli pesa fare essendo anche pagata meglio e sicuramente più felice! Quando si dice che piove sul bagnato!!

    Il messaggio per tutti è che si può imparare a far “piovere sul bagnato” :-)

    Continua a seguirmi e lasciare i tuoi preziosi commenti.
    Sebastiano

    PS. anche io sto lavorando intensamente proprio oggi che è Sabato, c’è un sole meraviglioso e sono a Firenze… però sono in un Hotel a 4 stelle stasera ho prenotato un ristorante greco e farò una cenetta romantica con mia moglie… costi/ricavi assolutamente in attivo: sono felice!

  3. Dopo aver letto la tua lezione, sono andato a riprendere gli appunti di microenomia del prof. Giorgio Rodano ( Ex docente presso l’ università di Urbino ). Molto probabilmente la ‘ teoria del consumatore ‘ in parte risponde al tema della qualità della vita. Unica pecca di questa teoria è l’assunto iniziale nel quale si suppone che il consumatore dovrà spendere il proprio reddito secondo un vincolo preferenziale nel quale scegliere di acquistare, in base alla propria curva di indifferenza, due prodotti definiti P1 e P2.
    La teoria si complica quando si introducono le variabili leisure e risparmio. Non approfondisco oltre.
    Tempo da dedicare al lavoro, tempo per rilassarsi e distrarsi, famiglia e ambiente di riferimento,ns. motivazioni personali, obiettivi di lavoro e sogni da realizzare sono variabili che devono essere assolutamente sotto controllo per determinare un MIX EQUILIBRATO di realizzazione della ns. personale scala dei bisogni.
    Riassumo una ricerca di Daniel Goleman, tratta dal suo famoso libro ‘ intelligenza emotiva ‘. Viene fatto un esperimento di medio termine nel quale si chiede a dei bambini di un asilo di scegliere una caramella subito oppure due caramelle tra mezz’ora. Solo pochi bambini hanno avuto la volontà e lo spirito di sacrificio per aspettare le due caramelle, mentre quasi tutti i loro compagni già degustavano il sapore della caramella subito…. però mezzora dopo la situazione emotiva era capovolta e chi aveva saputo aspettare aveva un doppia ricompensa ed era felice… gli altri erano tristi.
    Questo esperimento fa ragionare… E Daniel Goleman lo definisce con il termine di ‘ Procastinazione ‘.
    Se saper procastinare è sinonimo di intelligenza emotiva. Allora si è intelligenti finanziariamente parlando quando si è in grado di valutare e stilare un proprio bilancio personale dal quale per essere in area di utile è, anche, necessario prendere controllo ed eventualmente eliminare quelli che definisco costi ‘ giocattolo ‘. Con questa terminologia definisco quel livello di costi superflui che non producono direttamente entrate.
    Per essere felici moralmente e finanziariamente occorre imparare a risparmiare e far fruttare i propri risparmi nella misura minima del 10%, occorre ridurre, forse meglio azzerare i costi giocattolo, incrementare il proprio livello di ricchezza ( il proprio patrimonio netto ), imparare a modificare il proprio livello di aspettative basandosi sull’ utilità effettiva e sui benefici del prodotto acquistato.
    Si pensi al vestito firmato che è assolutamente identico a un prodotto non firmato, l’ unica differenza è il prezzo. Quel differenziale di prezzo andrebbe risparmiato e fatto fruttare.

  4. Caro Marco… ancora una volta i tuoi commenti portano valore al nostro BLOG e ti ringrazio io anche da parte di tutti i lettori.

    Quello di Goleman è proprio il concetto chiave della Micro-Lezione di oggi: saper posticipare la gratificazione immediata con una soddisfazione futura maggiore.

    Nel lungo periodo non c’è possibilità alcuna di Felicità piena se non si impara questa fondamentale capacità che paradossalmente ha lo stesso nome di uno dei “vizi” più discussi nella letteratura del Time Managemet: la Procrastinazione.

    Insomma non sempre “rimandare” è un male e alle volte è proprio un bene! Ricordo che nell’ultima Master che ho fatto con Richard Bandler, lui stesso diceva che non ha senso insegnare alle persone a fare sempre tutto e subito…. ma ha più senso insegnare alle persone a decidere cosa rimandare e cosa fare subito e che lui lo aveva scoperto curando dei tossico dipendenti, che evidentemente erano del tutto incapaci di procrastinare l’uso della loro droga.

    Paradossale vero? Eppure proprio in questo prodotto di imminente uscita parlerò dell’importanza di saper procrastinare!!

    A presto dunque…
    Sebastiano

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