Gestione del tempo e “ritorno dal futuro”

Non è possibile tornare AL futuro ma forse è possibile tornare DAL futuro.
In questa Micro-Lezione parliamo di un concettino da “nulla”: come influenzare il futuro!
Se hai acquistato alcuni dei Micro-form sai che in questi prodotti non c’è molta teoria ma abbastanza pratica, nel senso che non sono prodotti pensati per farti conoscere l’origine di certi concetti o la storia degli autori e bla, bla, bla.
Conoscere materie affascinanti come la Nuova Psicologia Applicata o la PNL è una cosa meravigliosa ma è lo scopo di chi si iscrive all’Accademia dei Miglioramenti, mentre conoscere delle tecniche precise e mirate per ottenere dei risultati e dei cambiamenti precisi è lo scopo di acquista i prodotti Micro-form.
Tuttavia in queste Micro-Lezioni cerco di dare del contenuto in forma gratuita, allo scopo di ampliare la sensibilità a certi temi spesso sottovalutati e creare così delle occasioni di riflessione, se possibile persino divertenti!
Così oggi ti lascio con un interrogativo: come si fa a tornare al futuro?
Se hai visto il simpatico film del 1985 diretto da Robert Zemeckis ti ricorderai che lo scienziato inventava una sorta di macchina del tempo, con cui poteva andare indietro nel tempo ma creando dei pericolosi cambiamenti nel futuro di quel passato, ovvero nel presente. Beh è un concetto complicato ma se ti rivedi il film lo capisci e ci fai anche due risate sopra.
Cosa interessa a noi? Perchè la tua vita potrebbe essere migliore se potessi tornare dal Futuro
Secondo il mio punto di vista non è possibile tornare al Futuro, perchè significherebbe poter andare nel passato e cambiarlo: Che io sappia quello che è successo è successo e non si può cambiare!
Invece è per certi versi possibile tornare dal Futuro, perchè significa poter andare in avanti nel tempo e poi tornare indietro nel presente.Quello che non è ancora successo si può ancora cambiare invece!
Fai attenzione non mi riferisco a vere macchine del tempo ovviamente ma alla semplice e comune attività che tutti noi facciamo molto spesso sognando ad occhi aperti e immaginando come andranno a finire le cose.
Se in un certo momento pensiamo a come sarà una certa situazione tra due giorni, tra un mese o anche solo tra 2 minuti… stiamo mentalmente andando nel futuro, lo stiamo creando e poichè il futuro è qualcosa che deve ancora accadere, il modo in cui lo immaginiamo può in parte modificarlo!
Purtroppo non è possibile modificare tutte le parti del nostro futuro semplicemente immaginandolo come lo vogliamo, perchè nella nostra vita ci sono tante cose che non dipendono da noi… ma in parte si.
La gestione psicologica del tempo riguarda anche questo: la capacità di decidere in anticipo cosa vogliamo fare nel futuro!
Ti assicuro che decidere in anticipo è una cosa abbastanza facile ma inspiegabilmente sottovalutata da molte persone che poi si trovano ad avere una cattiva o pessima gestione del tempo.
Credimi che non voglio fare misteri o creare “strane fantasie” su questo processo psicologico ma anche tu ogni giorno vai avanti nel futuro e poi torni dal futuro… il modo in cui lo fai determina il tuo presente e la tua felicità.
Detto per inciso se per caso hai già comprato il prodotto Micro-form sulla gestione psicologica del tempo ti invito a riflettere su questo punto proprio nel paragrafo dedicato a questo.
Se invece non sai di cosa parlo, devi sapere che nel mio prodotto sulla gestione psicologica del tempo parlo anche di questo e se ti interessa approfondire l’argomento lo trovi qui.
Spero che questa Micro-Lezione ti abbia “intrigato” e spinto a riflettere su quale parte del tempo conviene guardare maggiormente: non quella che hai alle spalle ma quella che hai davanti!
Scopri il modo semplice per farlo!
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Hai ragione Sebastiano, senza un progetto la cui realizzazione dà uno scopo e imprime forza alle ns azioni è la base di partenza per una ottimale gestione del tempo e per perseguire la ns personale e grande felicità.
Poco prima di rispondere al tuo nuovo post stavo riguardando un esercizio che a suo tempo hai proposto nel blog ‘ un amico ottimista ‘. E’ un file pdf in cui a inizio anno ci prponevi di tirare le somme, ovvero di valure un bilancio passato dei progressi fatti nell’ anno appena passato con i ns nuovi obietti da realizzare nel nuovo anno.
Ho fatto l’esercizio e mentre stavo riflettendo ho consolidato l’ importante concetto che hai brillantemente scritto nel tuo nuovo ebook: una sana gestione del tempo implica lo sforzo di mantenerci in perenne equilibrio equilibrio in ogni aspetto personale e sociale della ns vita. Ho scoperto che devo dedicare più tempo all’ aspetto relazionale con le ragazze. Perchè un giorno non debba dire ‘ ero così impegnato in tutto il resto, però adesso me ne pento ‘.
——— fine del primo commento ———————-
——————— INIZIO DI DOMANDE ASSURDE————
Ultima informazione di tipo biologico:
Ieri stavo sfogliando in ufficio, in un momento di libertà dalla prima nota contabile che la ns vita è programmata per durare un certo numero di anni. Persino le ns cellule non fuggono alla legge del tempo. Infatti, fino a circa 20 anni si riproducono normalmente, poi il telomero nel corso degli anni si riduce a causa di una sostanza chiamata telomerasi.
MA SE SI TROVASSE UN RIMEDIO MEDICO PER CONSERVARE LA NS TELOMERASI AL PERIODO DEI 18 ANNI ALLORA E’ POSSIBILE CHE ABBIAMO UNA POTENZIALITA’ DI VITA ETERNA ?
ESISTE UN MODO PER ESSERE IMMORTALI E SUPERARE IL FATTORE ‘ CONTINUO TEMPO PRESENTE ? ?
Lo sò che sono divagazioni assurde che non centrano niente con il tema di oggi, ma mi piacerebbe approfondire e superare la mia ignoranza.
Caro Marco
la tua frase conclusiva vale 1000€ : “ero così impegnato in tutto il resto, però adesso me ne pento ”
Il rimpianto è uno degli stati d’animo peggiori e più sterili… tanto che si dice che è meglio fare e sbagliare che attendere senza agire.
Certo di mezzo c’è la saggezza di una buona organizzazione e del buttarsi solo nelle cose che vogliamo veramente e per le quali magari ci siamo anche preparati un po’…. ma ad un certo punto bisogna “buttarsi” anche se avessimo la certezza di farci un po’ del male o di sbagliare! All’inizio è sempre così!
Se i nostri errori sono inseriti in un progetto di miglioramento, allora sbagliando si impara.
Ma è proprio la cornice di un progetto di miglioramento che spesso manca e che rende gli errori solo errori!
Questa cosa della cornice di un progetto di miglioramento la capiscono in pochi ma fa una grande differenza: se non so qual’è l’obiettivo finale e se non ho fiducia di riuscire… sbagliare non mi rende più forte ma bensì più debole! Se invece ho l’ottimismo realistico e l’incrollabile fiducia in me e nella possibilità di imparare quello che ancora non so fare… allora si che è meglio piangere (per l’errore) che rimpiangere per la rinuncia!
Alle prossime
Sebastiano
Ciao Sebastiano!
Per tornare dal futuro, forse un interrogativo che possiamo (o dovremmo) porci potrebbe essere: “Su cosa posso/dovrei essere responsabile per ottenere quel risultato?”,
questo perché, essendo convintissimo dell’efficacia della legge di attrazione (e di altre leggi universali), se poniamo mente con un certo distacco al risultato che vogliamo raggiungere, al punto in cui ci troviamo e a cio’ che in quel momento ci compete, sicuramente, anche se non raggiungeremo quel risultato, quanto meno ci saremo vicini… E mentre questo accade, noi sentiremo una sensazione di sicurezza, come lo chiamerebbe l’alchimista di Cohelo, un segnale che ci avverte che manca poco al traguardo.
Noto infatti che spesso manchiamo quasi totalmente il risultato finale perche’ ci piace credere alle circostanze avverse come se si fossero verificate casualmente, mentre non ci rendiamo conto che quelle situazioni ce le siamo create noi stessi attraverso i pensieri, le azioni e le parole, forse perche’ volevamo bruciare le tappe.
Le leggi universali, invece, perche’ realizzino quelli che sono i nostri intenti, hanno bisogno di flessibilita’ e quindi dovremmo imparare a lasciare andare cio’ che sfugge al nostro controllo, accettarlo cosi’ com’e'…
E magari abituarci a usare la tecnica dell’oponopono
Un abbraccio,
Andrea
Ciao Andrea
nell’intricato meccanismo che ci può avvicinare ai nostri obiettivi oppure allontanarci dagli stessi hanno scritto di tutto e di più.
Dal mio punto di vista sono pochi gli elementi che contano veramente:
- chiarezza dell’obiettivo
- convinzioni ottimistiche
- capacità adeguate
- azione
- apprendimento dagli errori
Qualunque altra fantasia o “legge” verificabile o non verificabile è solo un gioco di parole; quello che serve è in quell’elenco!
Cosa ne pensi?
Sebastiano