Felicità e Meditazione (2a Parte)


Qualità Articolo:

Quando ho postato la prima parte di questo articolo, sapevo che avrei scatenato una interessante discussione e che avrei coinvolto particolarmente gli amanti della meditazione.

Come ho scritto in risposta ai numerosi commenti, il mio intento non è certo quello di sminuire l’importanza o la validità della meditazione… anzi, casomai è il contrario e così lo dichiaro ufficialmente: la pratica quotidiana della meditazione, se ben fatta può portare molti benefici in termini di relax, concentrazione, sicurezza e pace e felicità ma anche in termini di ispirazione, intuizione e capacità di risolvere i problemi trovando soluzioni creative.

Anche se non uso la parola in termini religiosi, grazie alla meditazione possiamo veramente raggiungere delle importanti “illuminazioni”, intese come idee buone e utili per noi e i nostri obiettivi.

Insomma la meditazione può portare dei reali benefici alla nostra vita… eppure, come detto nella prima parte dell’articolo, spesso e volentieri solo per il modo in cui viene presentata, per la sua “cornice culturale, molte persone non vi si avvicinano volentieri. Cerchiamo di capire perché e quali possono essere delle soluzioni al problema.

Questo è il problema che sollevavo: la “cornice culturale” orientale che è profondamente legata alla pratica della meditazione, non è facilmente cancellabile e per certi versi sarebbe anche sbagliato cancellarla. La meditazione tibetana è nata in Tibet e ci sarà ben un motivo!!

In generale possiamo dire che ogni cultura crea i suoi riti e le sue pratiche psicologiche e potremmo fare dei complicati e pomposi discorsi di antropologia culturale o di psicogeografia. Invece voglio lasciare il discorso più semplice possibile e limitarmi a dire che la meditazione orientale per essere fatta in modo “originale” deve essere fatta seguendo procedure molto codificate e anche con quel pizzico di “folclore” tipico: vestiti, profumi e arredamento, ecc..

Magari qualcuno è disposto ad andare pure in Tibet per praticare la meditazione nel suo contesto naturale… ma quanti sono? Forse la amiche del blog potrebbero essere disposte al sacrificio magari sperando di passare 7 anni in Tibet con Brad Pitt :-)

Molti pensano che invece non sia necessario ricreare la “cornice culturale” e che si possa tranquillamente meditare dove capita e a modo proprio. Chi dice di fare meditazione, semplicemente rilassandosi e chiudendo gli occhi, dice una cosa vera ma confonde il risultato di benessere ottenuto, con il mezzo usato per ottenerlo. Ad essere “precisini” quella non è dunque vera meditazione ma piuttosto training autogeno, tecniche di visualizzazione, rilassamento dinamico, mindfulness, ecc..

Intendiamoci: sono tutte pratiche ottime e molto interessanti ma non sono da confondere con la meditazione “classica”. Quindi se non è meditazione “classica” allora non va bene? Assolutamente NO; anzi!!

Posso dire che l’intento del mio articolo è proprio quello di avvicinare più persone alla consapevolezza dei benefici della meditazione che si possono ottenere con pratiche diverse dalla meditazione “classica”.

Lo ripeto ancora: non dico questo perché sia contrario alla meditazione ma solo perché per dei banali e sciocchi (ma non per questo meno potenti) pregiudizi, molte persone non si avvicinano volentieri a tutto quello che è troppo “esotico” e orientaleggiante.

Se nella nostra cara Italia (almeno i più giovani) per cercare stati di rilassamento, sicurezza o anche di entusiasmo e felicità, preferiscono lo “sballo” del sabato sera… un motivo ci sarà!? Anche qui potremmo perderci in discorsi sugli interessi economici del settore dell’intrattenimento notturno, delle droghe, ecc.. ma invece cerco di rimanere concentrato su quel poco che possiamo fare invece che su quel tanto che possiamo criticare!!

In definitiva, la capacità di portare la nostra mente in stati di rilassamento, ma anche di concentrazione e focalizzazione su un obiettivo è molto importante e lo è per un motivo fondamentale: ci aiuta a raggiungere la Felicità.

Proprio così: la Felicità è uno stato mentale, uno stato d’animo e anche uno stato fisico e relazionale . In definitiva possiamo dire che la meditazione ci porta in stati mentali simili a quelli che possiamo definire di Felicità. Tuttavia ci sono anche delle importanti differenze tra lo stato raggiungibile con la meditazione e la Felicità stessa.

Tipicamente la meditazione si basa sul cercare di creare una sorta di “vuoto mentale”… cioè non pensare a nulla! Poiché la mente umana è progettata per essere sempre concentrata su un obiettivo, si cerca di “spegnere” la mente portando l’attenzione sul respiro, sul movimento del corpo ecc..
Tuttavia anche se noi abbiamo la sensazione di non aver pensato a nulla per un po’… anche il “nulla” è qualcosa… e comunque abbiamo pensato al nostro respiro o alla nostra postura!!

Dal mio punto di vista “non si può non pensare a nulla”… non si possono “togliere tutti i pensieri” ma si può portare la nostra mente a rilassarsi ed essere completamente assorta su qualcosa come il respiro, un colore, un suono, ecc.. ma comunque diverso dai tipici pensieri che invece affollano la mente durante la giornata.

Questo è uno dei benefici della meditazione: “svuotare” (apparentemente) la mente dai pensieri tipici e riempirla con un pensiero unico e rilassante. Questa è una vera capacità di “dominio mentale” che si sviluppa con l’allenamento e non è per nulla facile e istantaneo.

Ma la mia domanda è: solo durante la meditazione raggiungiamo stati mentali simili? Ebbene NO! La psicologia ha studiato gli stati mentali e in particolare lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi nel 1975 per la prima volta parlò di “STATO di FLUSSO”.

Questo stato è definito di “flusso” perché chi lo prova lo descrive tipicamente come l’essere “trasportati da una corrente” o “essere nel flusso di un fiume” e comunque è caratterizzato da piacevolezza, concentrazione rilassata su un solo pensiero, assenza di sforzo ma anche competenza, determinazione e felicità intrinseca nel fare ciò che si fa.

WOW… niente male: piacevolezza, concentrazione rilassata, assenza di sforzo, determinazione e felicità… tutto contemporaneamente! Uno “sballo”… legale e salutare :-)

In effetti l’esperienza dello stato di FLUSSO è molto piacevole in sé ma è anche utile e non a caso viene definita anche lo stato d’eccellenza e nel gergo della psicologia dello sport viene chiamata “trance agonistica”, quella che prova un atleta o un ballerino quando sente che può fare il suo record o comunque mettere in atto una performance eccellente. Quella nella foto  è mia moglie in uno Stato di Flusso artistico-agonistico :-)

Del tutto simile al Flow State ma magari meno “dinamico” e movimentato è lo stato di “trance artistica” che può provare un pittore, un musicista, un cantante, ma anche un poeta o un attore e persino un matematico o un ingegnere che progetta un ponte!

A ben guardare però… entrano in Stato di Flusso anche i panettieri che amano il loro lavoro, le casalinghe che provano piacere a fare le pulizie, gli studenti che amano studiare, gli avvocati che credono nella loro causa e persino gli spazzini (con tutto rispetto nel metterli per ultimi) che vivono il loro lavoro di pulizia delle strade con il senso di missione… magari sentendosi degli operatori ecologici che tentano di salvare il pianeta dalla minaccia dell’invasione dell’immondizia :-) .

Insomma la meditazione è un ottimo modo per provare piacevolezza, concentrazione rilassata, assenza di sforzo, determinazione e felicità e a onor del vero è una pratica molto più antica e millenaria rispetto ai moderni studi scientifici sullo Stato di Flusso della giovane psicologia… ma i risultati che può darci sono in massima parte gli stessi.

In realtà (non me ne vogliano i maestri di meditazione) il fatto che nella pratica della meditazione vi siano implicazioni “spirituali” di crescita personale e quant’altro… non attiene alla pratica in se ma al motivo per cui la pratichiamo, alla famosa “cornice culturale” in cui inseriamo la pratica stessa.

Il discusso e controverso maestro Osho ha elaborato delle pratiche di meditazione dinamica (pensate proprio per noi occidentali) che a ben guardare assomigliano ai balli scatenati che si possono vedere nelle famose discoteche del sabato sera. Ecco un breve video in cui si vede una sessione di meditazione dinamica con tanto di maestro che sembra molto un Dj capo animatore di una discoteca :-)

La differenza tra questa scena e quello che si può vedere in una qualsiasi discoteca? Nessuna se non la famosa  “cornice culturale“: nel primo videoabbiamo visto impiegati, casalinghe e forse qualche manager che facevano una sessione di meditazione dinamica magari dopo aver anche studiato diligentemente la tecnica… mentre se vedessimo dei giovani in discoteca con le luci strobo… penseremmo che sono dei “pazzi scatenati” che si stanno sballando. Guarda tu stesso:

Insomma questa benedetta “cornice culturale” può rendere ridicole o sacre due cose che si assomigliano molto e questo è un bene e un male al tempo stesso. Qualcuno si sente ridicolo ad andare in una palestra a meditare saltando a petto nudo ma non se fa la stessa cosa in discoteca, altri non andrebbero mai in discoteca!

L’idea di fondo del mostrarti questi due video è mettere in evidenza che alle volte si può fare la stessa COSA (comportamenti e azioni) ma con un PERCHE’ diverso (motivazioni, valori e obiettivi). Il risultato non è dato (solo) da cosa facciamo ma soprattutto dal perchè lo facciamo e sono le nostre convinzioni culturali a determinare lo Stato mentale in cui entriamo e non (solo) i movimenti che facciamo!!

Personalmente non saprei insegnare a fare meditazione classica e tanto meno dinamica (per i balletti mi sono sposato una coreografa apposta :-) ) ma so che da anni insegno alle persone a prendere il controllo delle loro convinzioni e determinare potenti cambi di significato in quello che fanno… anche senza cambiare quello che fanno!

Per concludere questa lunga riflessione sulla pratica della meditazione, quella “classica” e quella “dinamica” voglio dire che per me l’importante è poter accedere allo Stato di Flusso e ovviamente ci sono mille modi per farlo!

Lo Stato di Flusso ci avvicina alla Felicità e il piccolo segreto è che dobbiamo imparare ad entrare in questo stato, non solo al sabato sera, mentre meditiamo o mentre facciamo sport… più sono i momenti in cui siamo in stato più felici siamo! Una persona sempre Felice è una persona sempre in Stato; in ogni luogo, in ogni momento, facendo qualsiasi cosa! Wow niente male!

Se vuoi approfondire ancora tutto questo, posso iniziare a guidarti a scoprire i mille modi di entrare nello stato di flusso, senza meditazioni né “classiche” né “dinamiche”, né in palestra né in discoteca :-)

Se non l’hai già fatto, acquista ora il prodotto “La Felicità dentro e fuori” e inizia da li…. è solo l’inizio ma contiene elementi essenziali per capire il metodo che un po’ alla volta costruiremo con queste Micro-Lezioni e con altri Micro-form.

Un saluto a tutti, con l’augurio di passare la vita in stato di flusso…

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Ci sono 7 Commenti a “Felicità e Meditazione (2a Parte)”

  1. Caro Sebastiano, ancora una volta ti faccio i miei complimenti per questa spiegazione semplice ed efficace allo stesso tempo, come dicevi in questo articolo molti non fanno quello che si sentono di fare per non sentirsi strani o peggio criticati…… se lo fai con un maestro come Osho é religione….. se lo fai in disco sei uno sballato, non parliamone se lo facessi in ufficio :-) comunque il risultato non cambia, il fare quello che il cuore ti dice per elevarti ad uno stato superiore, per la maggiore viene soffocato dalla paura del giudizio altrui, sono convinto che si arriverá ad avere una libertá espressiva e personale (nei limiti della moralitá ovviamente), ma la strada é ancora lunga ….. Buona meditazione a tutti :-)

  2. Ciao Pietro e grazie per la stima che sempre mi dimostri.
    Quella libertà personale di essere più indipendenti dai giudizi altrui è una grandissima conquista… ma fatalità proprio le persone a cui manca sono quelle spesso cercano senza sosta accesso a stati d’animo di benessere e felicità. Qualcuno li trova in discoteca e altri nelle palestre ballando davanti a un “santone” e per certi versi tutto potrebbe andar bene…
    Probabilmente però ci sono modi più “semplici” meno etnici e più urbani di accedere allo Stato di Flusso! Quello che vorrei fare io è proprio un percorso per aiutare chi lo vuole a trovare e praticare questi metodi, senza però escludere a priori né la meditazione né il ballo (lo s-ballo si!) in discoteca!

    Se ti piace il mio stile passa parola… fai girare l’articolo o segnala il sito con FaceBook e Twitter :-) Grazie.

    Sebastiano

  3. Ciao Sebastiano,

    beh tu hai messo a confronto quel tipo di meditazione “alla Osho” (che poi lui ha sempre tenuto a precisare di non essere maestro,santone o altro)…. con lo s-ballo in discoteca (per la cronaca io sono giovane ma non mi piace sballare il sabato sera,a dir la verità non mi piacciono proprio le discoteche e tanti altri ragazzi e ragazze conosco che odiano questi s-balli ma amano i balli e le feste semplici,fammi difendere la categoria o almeno alcuni :D ) ma che pensi della dinamica mentale ? Un tipo di rilassamento fatto di visualizzazioni collegate ai colori,e all’immagine dell’Io (terzo mese accademia),allesuggestioni…..tu non la consideri meditazione da come ho capito?

    Comunque ti sei scelto un argomento tosto eh :D

  4. Ciao Amelio
    si, si… l’argomento è tosto :-)
    Ti rispondo subito:
    - considero la dinamica mentale e le altre tecniche simili, (che ho citato nella Micro-Lezione) come tecniche utilissime per accedere a stati mentali simili a quelli in cui si accede con la meditazione! Due strade diverse per arrivare circa nello stesso luogo.
    - Non le considero invece “meditazioni classiche” che, per definizione, sono quelle che si praticano con i riti e la “cornice culturale” orientale dello Yoga, del buddismo ecc.

    Come spero di aver fatto capire non voglio distinguere tra strade (meditazioni) “buone o cattive” perchè ognuno può trovare la “sua strada” ma cerco di far capire che l’importante è arrivare in quello stato mentale di flusso.

    O meglio… è importante solo se abbiamo a cuore la nostra felicità :-) ma credo di poter dire che in questo siamo tutti ma proprio tutti uguali.
    Tutti cerchiamo la Felicità e il compito di chi l’ha trovata o crede onestamente di averla trovata… è anche quello di aiutare gli altri a fare altrettanto.

    Mi fa tanto piacere sapere che tu sei una delle spero numerose persone che non cerca s-balli ma cerca metodi semplici e sani per gestire il proprio stato mentale ed essere felice… sempre di più! Non sarai uno studente dell’Accademia per sbaglio ?! :-)

    Continua così e passa ancora a trovarmi… presto sarà ancora più chiara per tutti la differenza tra AdM e Micro-form e come le due cose possano integrarsi e completarsi.

    Sebastiano

  5. [...] Per leggere la seconda parte della Micro-Lezione clicca qui. Segnala Chi ha letto questa pagina, ha trovato interessanti anche queste: Felicità e [...]

  6. Ciao Sebastiano.
    Dopo tutti i commenti, sulla prima parte in particolare, ma anche sulla seconda, desidero comunque lasciarne uno brevissimo anche io:
    Tu, con la tua Accademia dei Migliorameti, con i tuoi ottimi prodotti MP3, promuovi e insegni “Sviluppo Personale”.

    Italo Cillo , con i suoi insegnamenti sulla meditazione, ci porta verso uno “Sviluppo Spirituale” Sviluppo che preso anche a piccole dosi aiuta nello svipuppo personale.
    Buona domenica e un abbraccio,
    Giovanni

  7. Ciao Giovanni
    sai bene che conosco e apprezzo moltissimo Italo ed è il mio maestro di NIM.
    Lui stesso opera una distinzione abbastanza netta tra Sviluppo Personale e Sviluppo Spirituale ma sinceramente non le distinguerei così tanto, nel senso che dal mio punto di vista gli ultimi 2 livelli di Dilts (che metterei tra gli autori di Sviluppo Personale) riguardano la dimensione più “spirituale”.

    Poi bisogna intendersi sulle parole: cosa intendiamo per “SPIRITUALE” ?? Se intendiamo robba di angeli e altro… sai bene che non mi riguarda: per me la spiritualità è molto terrena :-)

    Comunque dai… ne parleremo ancora molto!!

    A presto
    Sebastiano

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