Felicità e Meditazione (1a parte)
Ciao a tutti… anche oggi parliamo di Felicità ma oggi mi “gioco la faccia” e mi espongo (già lo so) a delle critiche.
Parlerò della meditazione, non né parlerò in modo entusiastico e per giunta lo farò senza essere un esperto di meditazione!! In pratica mi sto esponendo alla critica più ovvia (ma ingiustificata):
ma come… non sei un esperto e ti permetti di criticare??
Ecco appunto… non sono un esperto di meditazione e difatti non critico la meditazione in quanto tale… ma il modo in cui tante volte viene divulgata!!
Dunque massimo rispetto per questa pratica millenaria e onore agli esperti… io qui mi permetto solo di parlare di quello che conosco bene; la diffusione di informazioni su questa pratica, l’uso che se ne fa e il contesto “culturale” in cui viene praticata… le cose vanno sempre valutate nel contesto in cui sono: la cornice fa il quadro!!
Quindi, se sei un appassionato di meditazione, se pratichi questa disciplina e ne apprezzi i benefici, leggi pure con un occhio “sospettoso” (un po’ come quello di Lisa Simpson, nel disegno qui sopra) ma leggi bene, perchè forse la pensiamo in modo più simile di quanto sembri in apparenza
Iniziamo dunque con il dire che la meditazione è una pratica millenaria, che merita il massimo rispetto e che se viene praticata da milioni di persone è solo per un motivo: ha i sui benefici! Di questo possiamo esserne certi.
Senza fare discorsi troppo complicati (non me ne vogliano i maestri tibetani), per meditazione intendo la pratica in cui:
ci sediamo da qualche parte, tipicamente a gambe incrociate, poggiamo le braccia sulle ginocchia e iniziamo a pensare, riflettere e meditare (per l’appunto) su determinati concetti, magari visualizzando qualcosa e cercando deliberatamente di entrare in uno stato d’animo speciale, che è un mix di concentrazione massima ma anche massimo rilassamento.
Qualcuno definisce questo stato come “creare il vuoto mentale”, altri pensano che sia il massimo della “pienezza” ma di fatto tutti quelli che praticano la meditazione concordano nel dire che si tratta di uno “stato mentale alterato” che porta beneficio, che riposa, rasserena, motiva, che aiuta ad affrontare le difficoltà della vita, che ci da coraggio, pace, ispirazione e tante altre cose meravigliose.
WOW… basta meditare un po’ per avere tutto questo?? No!! In effetti non basta farlo un po’ e non è per nulla facile farlo bene e come si deve! Magari non servono 7 anni in Tibet ma di certo non basta leggere un manualetto o fare un corsetto per imparare a meditare per bene.
Se parli con un maestro di meditazione potrebbe scoraggiarti e dirti che ci vogliono anni di pratica quotidiana per imparare veramente ma comunque nella migliore delle ipotesi ci vuole impegno, costanza e sopratutto “faccia tosta”
Ecco il punto critico: fare veramente la meditazione, qui da noi in Italia, non è facile anche perchè si tratta comunque di una pratica “esotica” e spesso viene vista come “na roba strana“. Insomma quelli che si siedono a gambe incrociate, con gli occhi chiusi e gli incensi accesi (proprio come nel disegno dei Simpson in alto) vengono guardati con “sospetto”.
Fai attenzione, non sto dicendo che il parere della gente (spesso semplicemente ignorante) dovrebbe impedirci di fare qualcosa e forse tu dirai <<chi se ne frega>> ma il fatto è che, dal mio punto di vista, una pratica dovrebbe aiutarci ad essere in armonia con gli altri e non a farci deridere dagli altri!
Il mio non è un invito al conformismo, perchè io stesso faccio delle cose che altri non fanno e ne sono orgoglioso, ma la questione riguarda un discorso più sottile e “culturale”. Essendo un discreto esperto di psicologia applicata e attento osservatore del panorama dello Sviluppo Personale, lavorando con migliaia di persone da anni mi sono accorto che ogni genere di pratica di miglioramento funziona al meglio se viene praticata nel suo “ambiente culturale idoneo”.
Beh, di fatto l’ambiente culturale idoneo alla meditazione è l’oriente e tutti i paesi in cui è una pratica diffusa! Se pratichiamo la meditazione “classica” qui da noi, per quanto se ne dica, si tratta di una cosa “esotica” e insolita, il che sommato alla nostra generale ignoranza crea due conseguenze negative:
1) chi fa meditazione viene visto e considerato “strano” (per non dire peggio)
2) è difficile trovare il contesto giusto per meditare se non ricreando “isole orientali” artificiali
Il fatto di essere esposti alle critiche altrui (per quanto superficiali e stupide) e la difficoltà di fare una meditazione in ufficio o in fabbrica… rende la meditazione stessa difficile da praticare quotidianamente; tutti i santi giorni!
Tuttavia se c’è un punto fisso è che la meditazione deve essere una pratica quotidiana e non una cosa spot da fare alla domenica… se non c’è il pranzo dalla suocera
Guarda che quello che dico può sembrare anche “triste”, perchè non è bello pensare che l’ignoranza altrui ci debba impedire di fare delle cose utili come la meditazione, ma il mio discorso non è finalizzato a dissuaderti dal praticare la meditazione, anzi, ma piuttosto a considerare meglio il contesto in cui viviamo.
Con ottimismo mi auguro che le cose cambino, ma con realismo credo che ancora oggi, la ricerca della Felicità, mediante l’ingresso in stati mentali di meditazione sia difficile. Purtroppo è molto più diffusa la ricerca della Felicità mediante l’ingresso in stati mentali di “stordimento”
tipicamente praticati in birreria o in discoteca; cioè meditazioni di gruppo all’Italiana
Come Ottimista e Realista, ti dico che i benefici della meditazione sono ottimi ma che realisticamente non è facile da praticare e ci sono forse metodi più “occidentali” per ottenere gli stessi benefici. Chi lo sa… magari con la globalizzazione tra un po’ di anni sarà normalissimo vedere impiegati e operai che siedono in giardino e fanno la loro mezzoretta di meditazione, con il plauso del capo reparto che li loda per il loro impegno al miglioramento personale… ma per ora credo che ancora non sia così!
Insomma per chiudere questa prima parte della nostra riflessione su Meditazione e Felicità, possiamo dire che questa pratica ci aiuta a raggiungere la felicità? SI e NO!
SI, perchè ne ha le potenzialità, se ben fatta e soprattutto se fatta quotidianamente, con il sostegno del contesto culturale in cui la facciamo…
NO, perchè il nostro contesto culturale non ci invita alla meditazione e perchè la Felicità non è tale se non è condivisa con il nostro gruppo di appartenenza.
Eppure la ricerca della Felicità è troppo importante per rinunciarvi e i metodi più diffusi (stordimento di gruppo e simili) sono troppo inefficaci e deleteri per considerarli delle alternative.
Nel mio audio corso sulla Felicità dentro e fuori, ti parlo delle tentate soluzioni per raggiungere la felicità e di come sia possibile entrare in stati mentali alterati, simili alla meditazione ma ottenuti diversamente; è più facile da fare, di quanto sembra, anche in ufficio o in fabbrica
Nella seconda parte di questo lungo articolo su Felicità e Meditazione ne parleremo meglio, ma se intanto vuoi essere preparato ( e non l’hai ancora fatto) scarica e ascolta il corso da qui. Costa meno di una birra… e vale molto di più!
Alla prossima, con rispetto e ammirazione per la meditazione… firmato:
un italiano interessato alla Felicità in Italia
PS. Per leggere la seconda parte della Micro-Lezione clicca qui.
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gentile Sebastiano ricevo con piacere le sue mail e leggo le sue idee e commenti con interesse. Giustamente ognuno di noi vede le cose dal proprio punto di vista (il costruttivismo insegna che la mappa non è il territorio). Desidero fornirle il mio feed back sulla meditazione. Sono in buona parte d’accordo sulle sue visioni inerenti alla meditazione . Non è facile , non è per tutti , non siamo in oriente e ci sono tecniche occidentali interessanti.Pratico ed insegno arti marziali e meditazione dal 1991 contemporaneamente a altre attività quali psicologia dello sport counseling e coaching. Mi sono trovato di fronte a migliaia di persona nei miei dieci anni di formazione come docente. Ad alcuni la meditazione è stata utile ad altri no. Cosa avvicini un europeo alla meditazione e a farla sua non lo so. So che è un ottimo possibilità. Desidero farle sapere che esistono moltissimi tipi di meditazione. Le due grandi famiglie sono la meditazione statica, di cui lei parla, e quelle dinamica (inventata dal maestro Osho) : Osho creò questa meditazione proprio perchè si rese contro che per l’occidentale forse poteva risultare più efficace. E per qualcuno in effetti lo è. Poi per molti la meditazione è MEDITA L’AZIONE : diventa consapevole di quello che fai ogni momento che lo fai. Altro argomento interessante e che personalmente pratico ed insegno da tempo. Altro cosa è che ad ogni periodo della nostra vita le cose cambiano. La costante della vita è il cambiamento. Potrebbe essere che la meditazione, che fino a poco tempo fa mi era lontano e strana, fra poco posso divenire vicina ed interessante. Chi lo sa.!? Personalmente da giovane non amavo il tai chi e lo vedevo assurdo ed insignificante preferendo il combattimento. Ora il tai chi è da me amato e praticato. Devo dirle inoltre che non ritengo vero che le nostre tecniche occidentali non risultano “na roba strana”. Pensi al rilassamento progressivo di Jacobson, al training autogeno, alla visualizzazione creativa, alla bio danza, alla bioenergetica, all’eutonia alla ipnosi ecc.. Sono tutte cose che richiedono un luogo , un tempo, uno posizione , una continuità e assiduità pari a quelle della meditazione. Le persone hanno le stesse difficoltà e resistenze . Non vedo grande differenza se non in una forma pensiero data dai condizionamenti,luoghi comuni e stereotipi. Come sempre un unico obiettivo: la felicità e lo star bene; ma tante strade per perseguirlo e credo che nessuno possa dire a nessuno che questa cosa sia più efficace o meno efficace. Ognuno ha bisogno di ciò che a bisogno.
ATTENDO UN SUO RISCONTRO E PORGO CORDIALI SALUTI
DR. DAVID CARDANO
Per pura e semplice informazione sulla meditazione, questa non è meditare su qualcosa ma proprio il contrario: togliere dalla testa tutti i pensieri (spegnere la radio interna).
Questo può essere fatto in qualsiasi luogo e senza atteggiamenti esteriori dedicati; basta abbassare gli occhi per qualche minuto, in qualsiasi luogo, anche seduti sul wc, o davanti al computer, concentrandosi solamente sul respiro.
Tutto il resto è folclore.
Vabbè ma chi ha tempo per dedicarsi alla meditazione in casa sua,senza rumori di sorta e altro? Sarà anche che il contesto culturale non è idoneo,ma se si vuole davvero una mezz’oretta si può trovarla ogni giorno,sprechiamo tanto tempo.
Buongiorno,
riporto un pensiero che ogni tanto mi passa per la testa:
“sarebbe bello prendere il meglio da tutte le culture di questo mondo senza giudizi o critiche e utilizzarlo al fine di una crescita e un benessere personale”
Grazie
Un caro saluto a tutti
Sono convinto che la meditazione vada bene solo per le culture orientali che la hanno elaborata nel corso dei secoli.
Mi piace invece l’idea di avere una mente sempre attiva e proiettata alla mia fortuna personale. Per crearmi la mia fortuna non passo altro che rimanere focalizzato sula mia continua e costante formazione nel settore economico, finanziario e di sviluppo personale. Solo con una costante preparazione possiamo saper cogliere le opportunità quando ci si presentano: occorre sapere ben monitorare il proprio ambiente di riferimento.
Anche ammettendo che il silenzio della meditazione produca dei benefici, la mia mente, la mia persona impazzirebbe in quel cupo silenzio. Il mio tempo libero, quando ne ho, e se non ne ho me lo prendo comunque, mi serve per produrre nuove idee e l’ unico modo che ho per farlo fruttare e leggere e applicare gli insegnamenti ricevuti per creare nuovi schemi mentali superiori. Nel bene o nel male questa è la mia concezione di felicità. Potrei rinunciare a tutto ma non alla lettura.
Ciao!sai qual’e’ la questione Sebastiano??io pratico meditazione da un sacco di tempo, e quindi ti posso dire che e’ strepitosa. Ma un requisito stesso della felicita’, e’ la liberta’…nel momento in cui sei libero, te ne sbatti che in italia si alcolizzano
e se la meditazione la trovano “buffa”, semplicemente perche’ poi sono loro ad avere ripetute crisi di nervi
, non noi!quindi se qualcuno DEVE per forza essere considerato buffo, io direi che sono coloro che non si occupano del proprio benessere.
Ciao,
io ho praticato meditazione. Ne esistono svariati tipi. Alcuni mi sono piaciuti tantissimo altri no. Il migliore è minfulnesss, imparato da una Psicologa!!!lo usa per tante cose: aumenta l’autostima, ti fa venire intuizioni, vedi le situazioni come uno spettatore esterno, si mangia di meno e meglio, aumenta la concentrazione nello studio e nel lavoro, ti fa passare la paura della morte perchè sai che fai parte del tutto. Lo puoi fare ovunque, anzi stai continuamente in uno stato meditativo, mentre cammini, mangi ti lavi, guidi. Sei consapevole del tuo corpo in ogni momento. Non sei in uno stato mentale alterato, ma solo non rimugini sulle cose, sui pensieri perchè la tua concentrazione è sul tuo corpo. Purtoppo bisogna fare la pratica tutti i giorni, bastano anche 5 minuti di esercizio per rimanere poi in un continuo stato meditativo tutto il giorno. Il problema è quei 5 minuti non ce li vogliamo mai prendere anche se sai che ti fanno bene. Ma da quando l’ho fatta, anche se ora non pratico più assiduamente è cambiata di molto la mia visione del mondo e delle cose. Poi c’è ancora tanto da imaparare.
Siamo un pó tutti ricercatori del sistema esatto, perfetto, ma alla prima difficoltá,la maggior parte delle persone si bloccano e lasciano andare,penso che anche tra chi frequenta i tuoi corsi,caro Sebastiano,alcuni mollano perché non vedono un risultato immediato,praticamente il bambino che c´é in loro non ottenendo subito la ricompensa si arrabbia e se né vá,la perseveranza e la fiducia incrollabile,sono le armi migliori per raggiungere la felicitá e come disse Jhon Ford …. che tu pensi di farcela o che tu pensi di non farcela,hai ragione comunque
Ciao Pietro
come ben sai, in qualità di studente dell’Accademia, io credo nel fatto di essere “perfezionatori” e non “perfezionisti”, quindi anche secondo me il sistema perfetto non esiste e non può nemmeno esistere. Tuttavia proprio partendo dalla amara considerazione che molte persone non hanno perseveranza e mollano alle prime difficoltà, pensavo che cose così importanti come i benefici della meditazione è un “rischio” che siano affidate a pratiche complicate e che richiedono troppi accorgimenti per essere fatte.
Anche a te, ma tu lo sai bene, ribadisco che io personalmente sono a favore della meditazione e più ancora dei benefici che può portare!!
Sebastiano
Salve Dr. David
Beh le confesso che sono un po’ più esperto di meditazione di quanto abbia lasciato intendere nel post e certamente conoscevo la meditazione dinamica e quella statica… tuttavia la questione che volevo porre non è tanto la mia o la vostra conoscenza in merito ai diversi tipi di meditazione!
La questione per me è sottolineare quanto importante sia il FINE della meditazione, cioè darci serenità, concentrazione, pace, ecc.. ed evidenziare come alle volte delle “banali” resistenze che vengono dall’ambiente culturale in cui siamo immersi, possano rovinare il MEZZO.
Siamo perfettamente d’accordo che il vero “problema” non sta nella meditazione (poveretta) ma nei dannati condizionamenti, luoghi comuni e stereotipi di cui parli anche tu.
Eppure la mia riflessione voleva essere un invito a cercare dei mezzi alternativi (magari segretamente ispirati alle meditazione stessa), che possano essere “accettati” meglio e da più persone, perchè più compatibili con condizionamenti, luoghi comuni e stereotipi; della serie: quello che non puoi abbattere fattelo alleato.
Credo che non sia un mistero per nessuno (o sicuramente per nessuno di noi “esperti”) come i “balletti scatenati” che fa fare Tony Robbins o il mio amico Roberto Re, siano in definitiva una forma “mascherata” di meditazione o persino la messa fatta dal prete in fondo ci porta in stati simili a quelli meditativi.
Il fatto è: se la gente preferisce la birra e la discoteca… farli passare alla meditazione forse è un passaggio troppo lungo e magari si possono trovare dei mezzi intermedi che lasciano più “sereni”…
Credo comunque che la meditazione (in ogni sua forma) si un “pezzo” della formula per la felicità e che le persone veramente felici per come le intendo io e per come spiego in “Felicità dentro e fuori” vivono in uno stato di passione che è di per sé meditazione… senza nemmeno sapere che si tratta di questo, proprio perchè come dici tu sono in realtà impegnate nelle loro AZIONI.
Grazie per il Feedback e torna ancora a trovarci.
Sebastiano
Ciao Ezio
di cui parli tu… e personalmente è quella che preferisco! Assomiglia ad un micro-relax e veramente si può fare dove si vuole senza atteggiamenti esteriori dedicati! Guarda… ti confesso che questo tipo di meditazione è parte integrante del mio prodotto “I Segreti del Micro-Sonno” in cui rivelo una semplice tecnica, che li chiamo di Rilassamento Urbano ma che detto tra noi potremmo anche chiamare di “meditazione urbana“.
esiste anche la meditazione light
Concludo che sono d’accordo anche sul fatto che “Tutto il resto è folclore” e che ogni paese ha il suo folclore e per questo non tutti i cerimoniali delle meditazioni più strutturate si adattano ad ogni luogo.
Grazie per il contributo e alle prossime
Sebastiano
Ciao Amelio
scusa ma non sono sicuro di aver capito: pensi che si possa trovare il tempo per fare meditazione tutti i giorni o pensi che sia difficile?
Che sprechiamo tanto tempo… siamo d’accordo ma non ho capito se per te è facile alla fine trovare questa mezz’oretta oppure no!
Fammi sapere che ci tengo alla tua opinione
Sebastiano
Ciao Loredana… sarebbe bello si!!!
Non sarebbe bello anche avere una sola lingua in modo che in tutto il pianeta potessimo capirci?
Non sarebbe bello anche avere un solo colore della pelle, una sola cultura, una sola moneta…. un solo Berlusconi
Scherzi a parte… non lo so se sarebbe bello o se sarebbe una perdita… forse la natura o forse Dio ci ha fatto diversi per un motivo e anche se perseguiamo scopi simili, la Felicità, lo facciamo con mezzi diversi in base al tempo e al luogo in cui viviamo.
In fondo la mia ricerca è proprio quello di trovare il comun denominatore di tante pratiche efficaci ma poi credo che si debbano ri-tradurre nel linguaggio tipico (nel dialetto) delle persone a cui le si vuole offrire!
Che ne pensi?
Sebastiano
Ciao Marco
si l’idea di fondo dell’articolo era quella di sottolineare il “limite culturale” non per accettarlo passivamente ma per rifletter su come superarlo.
Leggi i commenti di Loredana, Ezio e Devid e le mie risposte….
Il tuo dinamismo e intraprendenza sono attualmente il tuo punto di forza…. forse ci sarà un tempo (come diceva Devid) in cui saprai apprezzare la calma e il silenzio che adesso temi!
Nulla è Permanente e tutto è Estemporaneo: primo pilastro dell’Ottimismo Realistico!!
Sebastiano
Ciao Marco
si l’idea di fondo dell’articolo era quella di sottolineare il “limite culturale” non per accettarlo passivamente ma per rifletter su come superarlo.
Leggi i commenti di Loredana, Ezio e Devid e le mie risposte….
Il tuo dinamismo e intraprendenza sono attualmente il tuo punto di forza…. forse ci sarà un tempo (come diceva Devid) in cui saprai apprezzare la calma e il silenzio che adesso temi! Nulla è Permanente e tutto è Estemporaneo: primo pilastro dell’Ottimismo Realistico!!
Sebastiano
Ciao Andrea
che abbiamo imparato anche ad andare serenamente contro corrente…. ma piuttosto come aiutare “loro” a non andare dove va la corrente: a farsi del male il sabato sera!
…. detto tra noi?! HAI RAGIONE DA VENDERE !!
Non è bello ragionare per categorie tipo “noi/loro” ma per capirsi va bene: sono loro ad essere “buffi” o ridicoli o tristi o disperati a sbronzarsi in discoteca per entrare in stati d’animo presunti piacevoli e non certo chi medita con tanto di incensi o saio arancione… ma la questione non è come rassicurare “noi saggi”
Finchè diciamo che sono stupidi a bere o a stordirsi… facciamo poco! Se però proviamo a dirgli di praticare la meditazione facciamo anche meno! La mia sfida è trovare qualcosa che sia utile nel contesto in cui siamo e per le persone che ne hanno più bisogno.
Che ne pensi?
Sebastiano
Ciao Fabel
il mindfulness è molto interessante ed esiste anche una associazione nazionale con tanto di super percorsi di formazione molto lunghi e “tosti”.
tuttavia resta una pratica relativamente semplice e potente. Anche Matthieu Ricard ne parla quando dice che uno dei “segreti” è il pensare istante per istante.
Dal mio punto di vista questo è meraviglioso ma anche questo spesso viene confuso per “vivere alla giornata” e questo genera brutte confusioni con malintesi concetti di “abbandono”, lasciarsi guidare dall’universo, ecc..
La consapevolezza o mindfulness è tutt’altro che abbandono anche se è una concentrazione rilassata è lo stato di flusso!
Vabbeh… a questo punto posso anche in parte dirlo: sto preparando un micro-form che parlerà anche di questo e di come portarlo nella vita quotidiana!!
Interessante vero?
Sebastiano
Salve Sebastiano,
La verita’ e’ che si parla molto…si pensa molto..ma Non si Medita proprio.La Meditazione e’ assenza di pensieri.Come hai detto tu porta effettivamente benefici .Ma non puo’ avere effetti simili allo stordimento ottenuti dall’effetto di alcool o droghe,se praticata bene.E’ doveroso non fare confusione su questo argomento..perche’ praticarla e’ uno stile di vita che non viene ostacolato per nulla da chi non la pratica..suscita solamente puri e precipitosi giudizi dati da chi NON conosce la Meditazione vera e propria e non l’ha ancora sperimentata perche’ succube o vittima Inconsapevole di un sistema che da’ solo input di comandi.
Secondo me bisogna essere piu’ Consapevoli e conoscere le cose per giudicarle…e non essere presi dal giudizio non positivo degli altri che ci circonda solamente, Meditando piu’ su noi stessi, senza distrazioni non positive e non costruttive per il proprio benessere personale.
Un reale saluto Ottimistico e consapevole
Ciao Sebastiano,
io posso parlare per me,nonostante lavori mattina e sera e ho anche tante altre cose da fare,io una mezz’oretta per rilassarmi la trovo sempre. Anche perchè chi pratica meditazione (rilassamento ecc…) e inizia a farlo con costanza poi è lui che va a cercare il tempo ritagliandosi uno spazio per farla.
Ciao Jhon
d’accordo al 101%….. ma non ho capito una cosa: ti sembrava che io la pensassi diversamente???
E’ ovvio che la meditazione fa bene e non ha nessun effetto collaterale… ci mancherebbe!
Il mio accostamento allo “sbando alcolico” era per dire che molte persone a causa del modo “esotico” in cui alle volte viene presentata la meditazione non vi sia avvicinano volentieri e quindi magari si ritrovano a cercare conforto e pace in modi paradossalmente più “accettati” ma molto meno utili e persino pericolosi.
Quello che tu dici alla fine è il vero problema: la gente non conosce o conosce “male” e così nell’ignoranza si fa condizionare dai pregiudizi.
Purtroppo molte persone che magari conoscono e praticano la meditazione non hanno il potere mediatico di farla conoscere e così rimane una pratica marginale, relativamente poco diffusa e ancora mescolata con aloni di misticismo esotico
Spero di essermi spiegato.
Sebastiano
Ciao Amelio…
è proprio così che dovrebbe essere!
Sono convinto che anche solo chiamarla “rilassamento” invece che “meditazione” possa aiutare una miglior penetrazione delle rigide barriere culturali che ci sono nel nostro paese.
Ripeto una volta di più che io non sono particolarmente a favore della meditazione o contrario… ma sono decisamente a favore dei benefici che porta e so che se tutti li conoscessero tutti la praticherebbero. Come professionista impegnato nella divulgazione della Nuova Psicologia Applicata, cerco solo di trovare dei metodi per avvicinare più persone possibile ai benefici che un sano uso della nostra mente può dare!!
So che tutti voi che mi seguite siete dalla mia parte
Sebastiano
Mi piacciono molto le differenze culturali, non vorrei tutte le persone uguali
Provare cose nuove e diverse dalla nostra cultura ci aiuta a vedere altri aspetti della vita che non avevamo considerato, ci aiuta a migliorarci e a capire meglio gli altri.. credo che la meditazione o il rilassamento come tante altre cose non devono essere fatti perché di moda.. ma ci si arriva per gradi.
Buona giornata
Ciao!E’ vero quello che dici, ma per come la vedo io, per me meditare non e’ ince
), posizione del loto e immersione nei boschi della sperduta campagna
!voglio dire, lo puoi anche fare!Oppure anche no!meditare e’ consapevolezza interna e lo si puo’ fare mentre guidi, mentre sei steso, mentre faccio qualsiasi cosa. In realta’, si tratta di raggiungere uno stato di silenzio interiore che non dipende dalla posizione del loto
ma si tratta di insegnare alle persone come si fa…si tratta di iniziare ad usare il cervello e decidere quando e come usarlo!di prenderne il controllo.e di conseguenza, prendere il controllo della propria vita, ad di la’ del benessere incredibile e del rilassamento che regala. QUando lo spiego in questi termini, e non di andare alla Mecca a fare pellegrinaggio
le persone, di norma, ne rimangono affascinate!
nso (e mirra
Comunque, concludo: trovare delle alternative e’ sempre utilissimo!qualsiasi cosa che serva alla propria crescita e il proprio benessere, va considerata!quindi la sfida di cui parli te l’appoggio!!
Si Loredana credo anche io che sia così…
Se non è imposta con la forza la diversità è proprio un valore da ricercare!!
L’idea di gradualità poi mi ha sempre ispirato moltissimo e non è un caso che anche i miei programmi didattici siano proprio ispirati a un percorso di Sviluppo lineare e continuo, a piccoli passi!
Dai… visto che mi hai portato a parlare di questo… ti anticipo che anche qui in Micro-form prestissimo partirà un programma ad abbonamento graduale molto ma molto interessante!! Quindi passa spesso a trovarci e lascia i tuoi preziosi commenti.
Sebastiano
Fantastico Andrea…. fantastico!!!
è esattamente quello che credo io: bisogna trovare un linguaggio adatto al pubblico a cui ti rivolgi… e allora la stessa cosa viene accettata meglio o addirittura accolta a braccia aperte.
E’ quello di cui parlerò nella seconda parte del post… stai connesso
Grazie e a presto!
Sebastiano
Grazie caro Andrea… prendo l’appoggio
Se mi aiuti a far leggere il post a un po’ di gente segnalandolo su FaceBook o altrove mi fai un favore prezioso.
Grazie
Sebastiano
Sono convinto che non sia assolutamente necesario superare il limite di fondo esistente tra la cultura occidentale e quella orientale per stare bene ed essere felici.
Non accetto ( ma non temo ) la pratica della mediatazione perchè i suoi meccanismi sono gli stessi della droga, solo però intaccano la ns mente che è nata per pensare ed essere sempre attiva. Come dicevi in un tuo articolo ‘ che gli ottimisti realistici non si fanno le canne ‘ allora devi ammettere che quelle canne non se le fanno nemmeno a livello di mente. Come la droga, anche la meditazione induce a uno stato di assuefazione: l’apparente pace interiore, frutto di uno stato auto ipnotico – trance, si concretizza quando si decide di annullare ogni forma di pensiero . Il beneficio, forse c’è ma è solo temporaneo è non è per niente pervasivo perchè per riviverlo si deve tornare ad annullare di nuovo ogni forma di pensiero.
La mente umana è fatta per pensare e il pensiero è parte integrante di noi. Avere un buon dialogo interno, porsi domande e spingersi a cercare nuove risposte che si trasformeranno in azioni e scelte di vita è la vera chiave del ns. benessere.
Nel precedente commento volevo solo evidenziare che forse è meglio prenderersi un buon libro e leggerlo per applicarne gli insegnamenti e le tecniche esposte è molto più produttivo che meditare.
[...] Felicità e Meditazione (2a Parte) [...]
Ciao Marco….
la risposta al tuo commento sta nella seconda parte della Micro-Lezione e la trovi qui:
http://www.micro-form.com/felicita-e-meditazione-2a
Aspetto i tuoi nuovi commenti…
Sebastiano